Sveglia con l’ululato del vento. Le previsioni danno pioggia tutto il giorno. Ci prepariamo di tutto punto per resistere a Giove pluvio, usciamo ed il vento tiene lontano la pioggia, va bene così! 
Passato il Ponte della Reina la strada scorre piana e tranquilla.


La strada all’improvviso si fa ripida e per almeno 500 metri si vede un gruppo compatto di viandanti ( via… andanti, ci avete mai pensato?) che arranca, gli ultimi 50 metri sembrano lo Zoncolan. Finalmente siamo in cima ed il vento tiene lontano la pioggia.
Il resto della strada continua con dolci saliscendi, qualche strappo ci ricorda che stiamo facendo un cammino di penitenza !?, ma tutto procede bene!

Percorriamo un tratto di strada lastricata che pare romana e attraversiamo alcuni ponti sicuramente romanici che per me hanno sempre un grande fascino, cominciamo a sperare di essere fortunati perché la pioggia non arriva.



Le fonti non sono numerose, ma spesso monumentali e si ripetono le leggende dei pellegrini assetati e del diavolo tentatore.

Arriviamo finalmente alla Chiesa del Santo sepolcro ad Estella che torneremo a vedere nel pomeriggio perché è davvero una costruzione originale, alle porte di Estella troviamo l’ ostello che , come al solito, rappresenta un agognato traguardo per una doccia salutare ed il riposo delle stanche membra.



Questa sera faremo una spaghettata con un italo-brasiliano che abbiamo incontrato e che ci fatto specifica richiesta. Si chiama Aloisio Contarini, pensate! di origini padovane, dal nonno paterno imbarcatosi a Genova nel 1890.
Il vino tinto spagnolo non è davvero male e, la sera , si rivela fortemente energetico!
Ormai abbiamo fatto il minimo sindacale per avere la compostela (almeno 100 km.) , e quindi …possiamo tornare a casa! Battuta un po’ misera, Cecilia mi guarda di traverso.
I piedi tengono anche se quelli sinistri di entrambi , cosa normale dati i tempi, hanno bisogno di qualche cerotto o, nel mio caso di ago e filo. Sono “operato” e curato amorevolmente.
Comincio a pensare di essere avvolto in un’aura soprannaturale perché sono già 5 giorni che mi alzo la mattina senza lanciare imprecazioni e maledizioni al mondo intero! È vero che non si sa mai ciò che la vita ci riserva.















Sono le 17.00, siamo appena arrivati al punto di partenza, ma se è partenza come si fa ad essere arrivati? Ormai Saint Jean era diventato un mito!

he ora, l’ora legale complica la vita: dobbiamo partire alle 02.00 ,che saranno le 03.00 , per il Marco Polo di Venezia!