34 Tappa: Hospital-Fisterra km 30.

Dopo Hospital subito il bivio, come detto, prendiamo per Fisterra.

Abbiamo timore per la pioggia, se arriva, la prendiamo tutta! Fortuna che il vento rimane sostenuto. La strada è piana e tranquilla.

Dopo 10 km,

θάλαττα, θάλαττα! Gianpi da una vita aspettava di poter così esultare come i soldati greci di cui parla Senofonte nell’Anabasi quando, dopo un rocambolesco lunghissimo viaggio all’interno dell’anatolia, alla fine vedono il mare!

Anche oggi l’arrivo è comunque lontano e bisogna avanzare con pazienza. Il mare non ha la bellezza dei giorni di sole, ma si cammina meglio.

Gli ultimi km per arrivare a Fisterra e per salire al faro.

L’esultanza della conquista del km 0 ed doveroso brindisi.

All’ufficio turistico abbiamo ritirato infine la “fisterrana”.

Finisce qui, è stato un viaggio lungo, faticoso, difficile, anche doloroso, ma una esperienza impagabile: i territori, le opere d’arte, le attività economiche, ma soprattutto le persone, quelle che ci hanno accolto e quelle che abbiamo incontrato, noi due che ancora una volta,assieme, abbiamo fatto qualcosa di importante.

Vogliamo ringraziare tutti coloro che ci hanno seguiti, avete camminato con noi ed abbiamo sentito che c’eravate!

Un caro abbraccio!

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33 Tappa:Alto de Pena-Hospital km 30.

Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro….

Succede che Cecilia è stufa di camminare, che dice di sentirsi la febbre dalla stanchezza?!
Le passerà la smania di camminare mi auguro, sembra che si realizzi solo quando cammina!
Intanto sono passate all’unanimità due proposte:
1) Basta zaini, le mucillas le porta il servizio apposito.
2) Di oceano ce ne basta uno per cui niente Muxia, si va a Finisterre e la nostra impresa finisce così.

Oggi ci siamo fatti la nostra trentina di km, e senza zaini è tutta un’altra cosa, anche se gli ultimi, sotto il sole e all’ottava ora di marcia, sono sempre duri e si conquistano centimetro su centimetro.
Ancora un paesaggio agrario molto apprezzabile.
Si parte con uno degli ultimi levar del sole che Gianpi vedrà in vita sua.

Poi gli eucalipti,

gli animali al pascolo, la raccolta dell’erba spagna che viene subito insilata.

Gli horreos qui sono più primitivi e quindi più interessanti.


La strada sale e scende, gli spazi ampi e
sontuosi.

Infine una valle e poi l’ennesimo parco eolico.

Gli ultimi km sotto il sole.

Il paesaggio più selvaggio, un’ultima salita, zaini, ops, ci attendono all’albergue.

32 Tappa: Santiago-Alto de Pena km 30,4.

Ormai che ci siamo, andiamo “alla fine del mondo”, ma è un obiettivo, non l’Obiettivo!

Lasciamo Santiago mentre sorge il sole sulle magnifiche guglie della cattedrale e troviamo subito le nostre indicazioni.

Tutto tranquillo fino ad Augapesada, poi la salita feroce ed assassina fino ad Alto do mar de Ovellas, in cima Cecilia ormai vuole prendere il volo!

Scendiamo fino al attraversare il Tambre (d’Alpago?)

Poi fino a Negreira,

Quando vado a casa, uno stemma così lo metto anch’io.

Impressiona il monumento: sembra un padre emigrante con il figlio che lo vorrebbe trattenere.

Una bella chiesetta fuori Negreira.

Decidiamo di fare altri 8 km per ripartire più equamente le distanze dei prossimi giorni, la salita verso Alto de Pena non è dura, ma è lunga, lunga, non finisce più.

Dopo quasi nove ore per strada, sono quasi le 16, zaini a terra!

Come al solito i problemi sono sempre di Gianpi: gli cadono i pantaloni, a Cecilia no!

3maggio:Riposo.

A Santiago il sole non tramonta mai, ma l’effetto notte sulla cattedrale di San Giacomo è magico!

Anche la nostra cena a base di pesce lo è stata: è stata la prima dei “perbeces”, mollusco tipico da queste parti il cui gusto ha la sua personalità.

Oggi la visita alla cattedrale, a Santiago e alla sua tomba, prima la nostra messa di ringraziamento, in italiano, nella chiesa di San Fiz de Solovio dove il celebrante ci ha dedicato una preghiera particolare.

Una foto con i ragazzi italiani che abbiamo incontrato in questi ultimi giorni e una cappa longa al mercato.

Domani si riparte, alé.

31 Tappa: Brea- Santiago km 24,4

È stata una serata di attesa.

Dopo un mese di concentrazione feroce, adesso la tensione si attenua, si aspetta, non si fanno ancora bilanci, si aspetta.

Il mese di aprile lontano da casa, da casa? cos’è la casa? Per 31 giorni è stato uno zaino: tutto quello che ci serviva! Noi che per la casa, quasi tutte le nostre risorse economiche sono servite per la casa!

Non siamo ancora impazziti al punto tale da dire che la casa non ci serve più, ma certo che la prospettiva cambia, oh se cambia!

Le persone che abbiamo incontrato: tutte preziose, un saluto cordiale, un incitamento; con alcune di queste abbiamo stretto un rapporto importante, fatto di condivisione, solo qualche giorno, ma che ha lasciato il segno. Speriamo di poterne rincontrare almeno due domani, sarebbe un abbraccio profondo!

Le persone che ci hanno sostenuto da casa: abbiamo sentito la loro vicinanza, il loro sostegno, la loro simpatia, ci hanno alleggerito lo zaino!

Quando scorgiamo le guglie della cattedrale di Santiago già ci coglie una grande emozione!

Il demiurgo Oriano dice che “todos se comple”, mai tre parole sono state così pregnanti: aspettative, speranze, sogni, vissuto.

Entriamo in piazza Obradoiro tenendoci per mano.

Adesso si piange! Vicino alla porta della Cattedrale, un po’ defilati per non disturbare, si piange!

In ginocchio, con gli zaini in spalla, abbracciati, piangiamo in silenzio accarezzandoci il viso.

Gianpi : -grazie amore mio per il dono che mi hai fatto!-

Cecilia :-grazie a te amore mio per il dono che mi hai fatto!-

CeciliaGianpi:-ci siamo fatti un grande regalo per i nostri 40 anni di matrimonio!

Rendiamo grazie a Dio che ha benedetto la nostra unione e ci ha consentito di arrivare sin qui; abbiamo a avuto tante gioie ed anche tante tribolazioni, ma siamo riusciti a sostenerci, a proteggerci, a stringerci forte le mani quando pensavamo di non farcela.-

Gianpi:-grazie amore mio, io volevo, ma non ci ho mai creduto fino in fondo.-

Cecilia:-grazie amore mio, lo sai che io ci ho sempre creduto e poi lo sai che le donne hanno una marcia in più!-

Gianpi:-grazie amore mio per aver curato i miei piedi che non hanno mai smesso di creare problemi-

CeciliaGianpi:-perché abbiamo fatto questo Cammino? Per rendere grazie, questo è un Cammino di ringraziamento!

E adesso vogliamo pregare per i nostri figli che Dio ci ha affidato e che sono la cosa più bella e importante che abbiamo, anche se hanno sempre rotto le scatole,

vogliamo pregare per la madre dei nostri nipotini, perché dica loro che i nonni li hanno portati nel cuore camminando per 800 km e che sono l’unica ragione per cui hanno voglia di tornare,

Vogliamo pregare per tutti coloro che ci vogliono bene ed anche per coloro che non ce ne vogliono,

vogliamo pregare per coloro che ci hanno sostenuto in questo viaggio, sia i tifosi scatenati sia i sostenitori discreti che non hanno voluto apparire,

vogliamo pregare per coloro che sono meno fortunati di noi, per quelli che soffrono più di noi, per quelli che cercano più di noi.

E se tutto ciò che abbiamo detto ora può aver infastidito qualcuno, chiediamo umilmente scusa.

Gianpi:-lo sai amore mio che non verrò più a camminare con te?-

Cecilia: -non te lo chiederò più amore mio, ma se cambierai idea non potrai farmi altro che felice.-

Abbiamo ritirato la compostela, domani giornata di riposo, poi verso Finisterrae! Così ha disposto la maga Circe!

30 Tappa: Melide- Brea km 29.

Fuori Melide i km da percorrere per arrivare alla meta sono ancora 51, pensando al bianco di ieri sera ci inoltriamo in un percorso che è fatto su misura per chi va a piedi.

Un saliscendi idilliaco, l’aria è fresca, ci sono le condizioni ottimali per camminare.

Le gambe girano, ma non va, i piedi stanno bene, ma non va, le giunture non protestano, ma non va, forse è il giorno più duro del Cammino.

La testa forse comincia a dire basta, vogliamo ugualmente fare strada per accorciare la tappa di domani, la pista è sempre protetta dalle fronde verde chiaro della primavera.

Controlliamo ogni pietra miliare, i km sono meno di 30, 27, 26, 25, siamo arrivati! Zaini a terra!

Domani sarà un gran giorno!

29 Tappa: Hospital de la Cruz- Melide km 28.

Cominciamo col dire che il folpo alla galliega non è niente male ed è, ci sembra, una ricetta semplice da ripetere a casa.

Partiamo al sorgere del sole e ci immergiamo nella nebbia,

Procediamo o a fianco strada o su pista dedicata, con una copertura di fronde che ci accompagnerà tutto il giorno. La prima sosta in un locale caratteristico dove il recupero dell’esistente è stato fatto in modo molto accurato.

Queste sono per la sorella di Gianpi, lei capisce!

Lasciamo il locale delle formiche, dove Cecilia lascia una monetina, e la nebbia se ne va.

Ancora i caratteristici granai ed un cartello stradale che conferma come qualcosa di importante si stia avvicinando!

Col bel tempo i colori esaltano un ambiente rassicurante, continuiamo a camminare su piste alberate che ci proteggono dal sole, entriamo a Melide passando un bel ponte medioevale,

in centro troviamo un bel ostello e siamo i primi ad arrivarci! Zaini a terra! Mancano 52 km, stiamo sognando?