15 Aprile 4a Tappa Madonna dei Fornelli- Passo della Futa km 18.

Si parte alle 09 dopo una colazione senz’altro confacente alle esigenze di ciascuno.

Certo che camminare senza il peso dello zaino è un altro andare!

Subito la pista si impenna, il tempo è bello e dopo poco ci voltiamo a vedere il paesaggio, al di là del paese si osserva il percorso di ieri.

La strada sale in modo regolare nel bosco, il morale è alto, anche perché non ci sono strappi che rompono il fiato e Gianpi può avanzare senza imprecare.

Quasi subito perdiamo di vista Nella che si è involata ed è in fuga solitaria, ad un certo punto telefoniamo perché non ci capacitiamo di quanto sta accadendo, ci risponde “che si sta prendendo avanti”.

Arriviamo alla strada “flaminia militare romana” che e’ la cosa più interessante della giornata. Nel frattempo Nella” si è lasciata raggiungere”.

Procediamo molto tranquillamente sino ad arrivare alla Cima Coppi della via degli Dei, circa m.1200 di altitudine.

Suoniamo una simpatica campanella per festeggiare il traguardo, di lì a poco arriviamo anche al punto, il Poggiaccio, che segna la metà di tutto il Cammino.

Ancora la strada romana che in alcuni tratti è ben conservata

Adesso la strada scende verso i m. 900 del passo della Futa, gli ultimi km sono sempre i più duri, ma in verità, non troppo indigesti.

Alle 15.00 ritroviamo i nostri zaini al camping La Futa.

Anche per oggi ce l’abbiamo fatta!

L’uccellino ci dice che cercheremo un “trasportatore” di zaini anche per domani!

14 aprile 3a tappa Via degli Dei km.13 o giù di lì

Si parte alle 09 sotto la pioggia, ma gli ombrelli ne sopportano tranquillamente l’intensità.

Si sale subito per un lungo tratto attraversando un bel bosco di castagni giovani appena potati con cura.

Fa freddo, ma procediamo con “leggerezza”, beh, per forza, abbiamo spedito gli zaini al prossimo arrivo e senza 8 o 10 kg. sulla schiena è un altro andare!

La segnaletica è più frequente e ci indicazioni simpatiche a mo’ del cammino di Santiago.

C’e anche un po’ di neve e il fango ci induce a procedere con cautela, ma il pendio è ben distribuito.

Arriviamo senza eccessivo sforzo a Cima Le Croci e poi in breve ai 900 m. del monte Galletto.

Siamo già a metà cammino e gli ultimi km, udite, udite, sono in discesa!

Attraversiamo un parco eolico.

Sulla strada le pozzanghere, non si ricordava cosa fossero!

In albergo, sono solo le 14.00! tagliatelle alla bolognese in porzioni emiliane!

Tappa decisamente defatigante!

Infine il defilé della decana del gruppo!

13 Aprile 2a Tappa sulla Via degli Dei: Badolo-Monzuno km. 15. Forse 18.

Usciamo intorno alle 09 e comincia a piovere! Ombrelli, copri zaini, cappucci e la decisione di non salire verso il monte Adone, ma di seguire la provinciale. Quando arriviamo alla trattoria di Brento, sosta caffè e timbro delle credenziali in autonomia. Ha già smesso di piovere!

Quando riprendiamo comincia il “cinema” di oggi: la nostra guida cartacea ci dice di svoltare, dopo la trattoria, verso Monterumici e quindi, lo dice la parola stessa, dovremmo salire, invece troviamo l’indicazione di un sentiero che scende in forte pendenza! Assaliti dal dubbio chiediamo ad una pia donna di aiutarci e questa ci indica la retta via. Gianpi guarda la cartina e non ci crede, e solo dopo aver consultato altri pellegrini,

(naturalmente all’osteria, di queste cose i gestori non se ne intendono ?!) si rende finalmente conto di aver fatto la strada al contrario per raggiungere l’osteria; questo comporta che Gianpi assume consapevolezza di aver fatto il carabiniere e che dobbiamo tornare indietro per un km.

Cominciamo quindici a salire di nuovo e vediamo il monte Adone in tutta la sua grandezza!

Adesso c’è il tempo per osservare la flora di questi luoghi ed ascoltiamo le osservazioni di Nella che a quanto pare di piante ne sa qualcosa.

In particolare osserviamo la bellezza della erica arborea.

Prima dell’ultimo sforzo in salita ci fermiamo ad ammirare” le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche“.

Finalmente alle 15.00 siamo in albergo a Monzuno: zaini a terra e riposo assoluto!

12 aprile Prima tappa: Bologna -Badolo, km. non so.

La guida parla di 21,5, noi crediamo di averne fatti almeno 30! Sta di fatto che siamo partiti da Piazza Maggiore alle 08 e siamo arrivati alle 18.30. In strada 10 ore e mezza! Mettiamo pure 2 ore di sosta, i conti non tornano! Se mediamente si fanno 4 km/h, 8×4=32 e consideriamo che per 2 ore di km ne possiamo aver fatto la metà perché le pendenze nel tratto finale erano maggiori che sullo Zoncolan! facciamo -4, totale almeno 28!
Va anche bene che la terza età vuol dire la sua e che nel cammino l’età media dei viandanti che abbiamo empiricamente osservato non doveva superare i 30 anni, quasi noi fossimo fuori luogo, ma siamo coscienti delle nostre performances abituali e non ci risulta di aver ricevuto alcun maleficio!
La giornata è iniziata magnificamente, con la salita sotto il porticato fino a San Luca, un’opera che è ormai patrimonio UNESCO e con le credenziali timbrate nel santuario .

Siamo veramente belli!

Siamo quindi scesi verso Casalecchio, abbiamo costeggiato il Reno che un tempo con la chiusa dava acqua a tutta Bologna e ai suoi opifici.

Abbiamo camminato a lungo in mezzo ad una boscaglia fluviale e poi lentamente abbiamo cominciato a salire

Sempre più in pendenza

E quando abbiamo cominciato a sperare che la strada, al di là della curva, cominciasse a spianare, abbiamo cominciato a sentire la fatica.

Fiore in testa a dettare il ritmo, a consigliare cosa tenere addosso, quando bere o prendere gli zuccheri. Nella che fatica quando il sentiero si inerpica in modo assassino, del resto era inevitabile per una camminatrice di pianura! Gianpi che impreca in silenzio perché gli altri non se ne accorgano, Cecilia che va in modo quasi indifferente.

Per non farci mancare niente per l’ultimo tratto scegliamo il percorso più impegnativo: un sentiero che scende a precipizio ed una bella strada asfaltata con numerosi tornanti.

Infine una caccia al tesoro per trovare il civico 48 di Badolo! La cosa si è fatta interessante perché neanche i locali interpellati avevano molta dimestichezza con il verso della numerazione!

Trovato infine il b & b e trovato il modo di accendere il riscaldamento e di fare uscire l’acqua calda , le donne si sono acquietate. Abbiamo cenato in una buona trattoria e ci siamo addormentati tutti di brutto.

Bologna

Oggi il nostro “avvicinamento”.

A Padova abbiamo incontrato Nella, primo selfie alla stazione di Bologna, carichi carichi come ragazzi in gita scolastica.

Primo obiettivo: l’osteria dell’Orsa, locale gestito da due lamonesi che per l’occasione… erano a Lamon! Tagliatelle alla bolognese favolose!

Poi visita alle ‘Sette chiese” e a San Petronio, nel coro della cattedrale l’effige di San Petronio a fianco di quella di Sant’Ambrogio per antica rivalità tra Bologna e Milano.

E le formelle di Jacopo della Quercia, sulla facciata incompiuta , sono lontane da una vista nel particolare, ma di rara bellezza nelle copie in esposizione vicino all’altar maggiore!

A palazzo Accorsio la Ruth di Hayez e il ritratto di gonfaloniere di Artemisia Gentileschi!

Alloggiamo all’ostello Combo, molto decoroso e pulito, una camera con letti a castello per noi quattro, ci sembra di tornare indietro nel tempo!

Domani all’alba, Gianpi continua a domandarsi perché esista l’alba, si parte!

Scelta delle gomme

Una felicissima Pasqua a tutti!

Gianpi ha scelto le gomme dure, memore delle sofferenze procurategli dalle scarpe da trekking durante il Cammino di Santiago. Si tratta di strumenti collaudati, che sono stati sollecitati anche per più giorni consecutivi. Se non dovessero funzionare ci sono sempre ago e filo e bende, oltre al doping di Cecilia.

Un altro Cammino

Sono passati quattro anni dalla nostra unica, irrepetibile esperienza lungo la via di Santiago di Compostela!

Da un paio d’anni la maga Circe “lavorava” Gianpi , con nonchalance, ma con indomita costanza, per indurlo ad accettare l’idea di intraprendere la “Via degli Dei”.

Finalmente persuaso, non è dato di sapere se per stanchezza o per amore, Gianpi ha stilato un programma ed ha acquistato la cartina escursionistica 1:25.000.

I kilometri sono circa 130 e quindi si dovrebbe trattare di una gitarella per chi ne ha fatti 900!

Ma abbiamo 4 anni di più, l’altimetria sembra un pochino più impegnativa, per Gianpi ci sono meno prospettive storico-sociali, l’aspetto religioso è un po’ difficile da trovare. Si tratta sostanzialmente di camminare!

Col passare dei giorni però la cosa ha cominciato a prendere forma: due nostre amiche hanno aderito all’iniziativa e quindi passiamo da un’avventura di coppia ad una di piccolo gruppo, con connotazioni senz’altro diverse e quindi nuove e stimolanti.

Fiorentina Maria e Nella hanno qualche anno più di noi, ma la loro esperienza di vita è lì a dimostrare di quanta determinazione sono capaci! Ne vedremo delle belle!

Partiremo dopo Pasquetta, in treno per Bologna, prima tappa il giorno 12 aprile, 7 tratti da Bologna a Firenze, ritorno in treno da Firenze il 19.

L’idea di fare anche stavolta un report sul cammino è stuzzicante per Gianpi, anche se occupa molto tempo nella giornata, e per questo motivo sta facendo, oggi 31 marzo, le prove tecniche di trasmissione in quanto nulla si ricorda di come faceva durante la traversata della Spagna.

E allora…. ci proviamo!

34 Tappa: Hospital-Fisterra km 30.

Dopo Hospital subito il bivio, come detto, prendiamo per Fisterra.

Abbiamo timore per la pioggia, se arriva, la prendiamo tutta! Fortuna che il vento rimane sostenuto. La strada è piana e tranquilla.

Dopo 10 km,

θάλαττα, θάλαττα! Gianpi da una vita aspettava di poter così esultare come i soldati greci di cui parla Senofonte nell’Anabasi quando, dopo un rocambolesco lunghissimo viaggio all’interno dell’anatolia, alla fine vedono il mare!

Anche oggi l’arrivo è comunque lontano e bisogna avanzare con pazienza. Il mare non ha la bellezza dei giorni di sole, ma si cammina meglio.

Gli ultimi km per arrivare a Fisterra e per salire al faro.

L’esultanza della conquista del km 0 ed doveroso brindisi.

All’ufficio turistico abbiamo ritirato infine la “fisterrana”.

Finisce qui, è stato un viaggio lungo, faticoso, difficile, anche doloroso, ma una esperienza impagabile: i territori, le opere d’arte, le attività economiche, ma soprattutto le persone, quelle che ci hanno accolto e quelle che abbiamo incontrato, noi due che ancora una volta,assieme, abbiamo fatto qualcosa di importante.

Vogliamo ringraziare tutti coloro che ci hanno seguiti, avete camminato con noi ed abbiamo sentito che c’eravate!

Un caro abbraccio!